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Benoît Paire

Migliore classifica ATP 18

  • Paese Francia
  • Età {età} anni
  • Dimensione 1.96 m
  • Gioco Destro, rovescio a due mani

Caratteristica distintiva: Re del volley retrò

Profilo e carriera

Benoît Paire è un giocatore accattivante e atipico, un talento dotato di un tocco di crudezza. È una figura chiave del tennis francese e il suo talento e le sue buffonate hanno lasciato il segno nel corso della sua carriera professionale, iniziata nel 2007. Ha sviluppato una popolarità unica tra gli appassionati di tennis, che spesso si identificano con lui e talvolta lo descrivono come “un giocatore di club che ha sfondato tra i professionisti”. E come, visto che ha vinto tre titoli ATP, ha raggiunto il 18° posto mondiale, ha rappresentato la squadra francese ai Giochi Olimpici e poi in Coppa Davis, e ha raggiunto le semifinali all’UTS, dove è stato uno dei precursori sui campi dell’Accademia Mouratoglou! È stato uno dei giocatori legati all’Accademia Mouratoglou nel 2018-2020, quando ha lavorato sotto la guida di Morgan Bourbon.

L'ELENCO DEI PREMI DELLA COPPIA

Carriera junior: una rivelazione nel profondo sud

 

Classificato “solo” 2/6 all’età di 17 anni, Benoît Paire ha iniziato ad allenarsi seriamente. I risultati non tardano ad arrivare: nella primavera del 2007 “esplode” vincendo due volte i tornei ITF junior nel sud della Francia, a Cap d’Ail e a Istres. Non male, considerando che aveva giocato solo sette tornei in totale, compreso l’Open di Francia (3° turno).

Quell’anno è stato anche finalista del Campionato francese 17-18 (come suo fratello maggiore Thomas quattro anni prima) contro Guillaume Rufin, al termine di una finale in cui il match point non è mai stato giocato: Benoit perse per tre punti di penalità quando era in svantaggio per 6-4, 5-2, 30-0, dopo l’ennesimo eccesso comportamentale. Il pubblico francese scoprì il lato oscuro del suo genio.

 

Carriera ATP: 3 titoli, 6 finali e tante montagne russe
 

Sebbene la carriera di Benoît Paire sia stata spesso difficile da seguire, come il suo gioco sconcertante, resta il fatto che ha visto dei picchi magnifici. Oltre ai sei titoli Future (il primo nel 2007) e agli otto titoli Challenger (il primo nel 2011), il nativo di Avignone ha vinto tre titoli nel circuito principale, tutti e tre su terra battuta nell’ATP 250: Bastad nel 2015, poi Marrakech e Lione nel 2019. Ha inoltre disputato sei finali, tra cui una finale ATP 500 a Tokyo nel 2015, dove è stato battuto dall’amico Stan Wawrinka. Ha anche raggiunto una semifinale di un Masters 1000 a Roma nel 2013, battendo il suo primo giocatore top 10, Juan Martin Del Potro, prima di perdere contro Roger Federer.

Benoît Paire ha sfidato tutti i grandi del suo tempo. In totale, ha battuto sette giocatori top 10, di cui uno in un Grande Slam, al 1° turno degli US Open 2015, contro Kei Nishikori (allora finalista uscente). La sua migliore prestazione rimane la vittoria contro Stan Wawrinka, numero 3 del mondo, a Madrid nel 2017. Ma forse la sua vittoria più prestigiosa è arrivata nel 2018 a Miami contro Novak Djokovic, che all’epoca era fuori dalla top 10. Ha anche battuto Andy Murray a Montpellier nel 2024.
Benoît Paire ha giocato due volte in Coppa Davis, selezionato per la prima volta (con successo) da Yannick Noah per la semifinale del 2018 contro la Spagna.

 

La carriera all’UTS: Il ribelle al lavoro
 

Giocatore spettacolare che lascia trasparire le sue emozioni in campo, Benoît Paire era la scelta più ovvia per partecipare al circuito UTS creato da Patrick Mouratoglou. Ha partecipato alla prima edizione nel 2020, anche se quel duro torneo è stato segnato da alcuni errori legati al maggiore nervosismo dovuto al caldo e alla mancanza di preparazione. Il suo soprannome, The Rebel, ha trovato lì la sua piena espressione. Impegnato nel circuito nel 2023, raggiunge le semifinali a Francoforte dopo aver battuto Casper Ruud.

PAIR &
I GRANDI SLAM

Se i risultati di Benoît Paire non sono noti per la loro linearità, lo sono invece nei tornei più importanti, dove ha raggiunto la seconda settimana di tre dei quattro Grandi Slam (quattro volte in tutto).
 

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    3° turno nel 2014, 2017, 2022.

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    3° turno nel 2014, 2017, 2022.

  • logo-wimbledon

    Gli ottavi di finale nel 2017 e nel 2019
     

  • logo-us-open

    Round di 8 nel 2015
     

Statistiche e record

  • 2015votato come "miglior ritorno dell'anno
  • 18eIl giocatore francese ha raggiunto la top 20 della classifica ATP
  • 365settimane nella top 50 ATP

Il suo legame con
l'Accademia Mouratoglou

Conosce molto bene Sophia-Antipolis, essendosi allenato lì prima dell’apertura dell’Accademia Mouratoglou nel 2016. Da allora Benoît Paire è un frequentatore abituale. Ha vinto l’ATP Challenger nel 2019. Nel 2018 si è anche unito all’accademia, allenato da Morgan Bourbon. È con lui che ha firmato una delle sue migliori stagioni nel 2019, prima che la pausa dal circuito dovuta a Covid lo fermasse a metà percorso.
 

Amico intimo di Patrick Mouratoglou, ha partecipato a diverse edizioni dell’UTS Tour, dove il suo senso dello spettacolo è di gran moda e dove la sua franchezza è stata un punto di forza dell’emblematico programma video “All on the Table”.
 

Vita privata
Interessi

Benoît Paire non ha avuto un percorso professionale “classico”. Inizialmente ha esitato con il calcio, che ha giocato per molto tempo. Questo non gli ha impedito di diventare negativo all’età di 17 anni, ma era ben lontano dal migliore. Fino ai suoi anni migliori da professionista, Paire ha sempre ritenuto di allenarsi poco, soprattutto a livello fisico, cosa che riteneva essenziale per mantenere la sua passione per il tennis.

Dopo la sua tardiva “esplosione” da juniores nel 2007, è finalmente entrato a far parte del Centro Nazionale di Formazione della FFT… dal quale è stato espulso pochi mesi dopo a causa dei suoi eccessi. Per gli stessi motivi, è stato anche escluso dalla squadra francese alle Olimpiadi di Rio del 2016.

Insomma, la carriera di questo giocatore e personaggio atipico, che si dichiara amante dei fast food, degli aperitivi e delle donne, non è mai stata tranquilla. Ma le sue scappatelle sono state spesso anche una salvaguardia contro le sue ansie e il suo bisogno di sfogo. Alla fine, la sua ricetta personale ha funzionato.
 


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